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E tu quanti problemi hai?

“Ad un certo punto della sua vita, Buddha si fermò per qualche tempo in un villaggio. Tutti volevano parlare con il grande saggio e ottenere da lui consigli illuminanti. Tra questi, c’era anche Carletto, un contadino noto per lamentarsi continuamente di quanto la sua vita fosse problematica.

Quando arrivò al cospetto di Buddha, Carletto iniziò ad elencare tutto ciò che non andava: il maltempo gli rovinava i raccolti, sua moglie era troppo critica nei suoi confronti, i suoi figli non gli mostravano alcuna gratitudine e, come se non bastasse, i suoi vicini di casa erano rumorosi e parlavano male alle sue spalle.

Dopo aver terminato la lunga lista di lamentele, il contadino chiese a Buddha una soluzione, un modo per risolvere tutti i suoi problemi.

“Non posso aiutarti”, disse serenamente il Buddha. “Ogni essere umano ha tanti problemi, per la precisione ognuno di noi ha 83 problemi. Così è la vita e io non posso farci niente. E sappi che anche se lavorassi duramente e riuscissi con impegno e pazienza a risolverne alcuni, non riuscirai mai a risolverli tutti“.

Carletto, molto risentito, iniziò a inveire: “Ma allora a cosa servono i tuoi illuminanti insegnamenti di cui tutti parlano?”

Buddha sorrise e disse: “I miei insegnamenti non ti faranno risolvere tutti i tuoi 83 problemi, ma potrebbero servirti a non farti avere l’84esimo problema“.

“E quale sarebbe?”

“L’84esimo problema della tua vita è che non vuoi accettare il fatto che avrai sempre problemi“.

Questo aneddoto ci aiuta ad avere ben chiaro il fatto che questa nostra esistenza materiale ci metta, per sua stessa natura, di fronte a dei problemi.
I problemi o gli ostacoli o come preferisci definirli, sono la molla stessa di questa nostra vita, sono lo snodo che ci porterà ad evolvere sia sul piano spirituale che su quello materiale.
Il percorso è in salita e questo in teoria ci dovrebbe essere chiaro fin dal giorno 1. Veniamo al mondo e tutti intorno a noi parlano una lingua che non comprendiamo e deambulano in posizione eretta, tanto per fare due esempi. E per imparare a fare queste due cose, che oggi diamo per scontate, abbiamo impiegato circa 2 anni!
Abbiamo avuto un problema, ma non ci siamo scoraggiati e con la dovuta pazienza, con costanza e dedizione, ognuno di noi l’ha risolto a modo suo. Chiedendo aiuto quando era necessario e rialzandosi dopo ogni inesorabile capitombolo.

Poi i soliti condizionamenti sociali e culturali ci hanno riempito la testa di “non sei capace”, “non ce la puoi fare” etc… la nostra autostima si è abbassata e ci siamo convinti di avere davvero dei problemi insormontabili e di non avere le giuste capacità per risolverli.
Io credo che il primo passo da compiere sia proprio quello di aumentare la tua autostima, di pensare a te come un essere perfettamente in grado di risolvere tutte le questioni che ti si presentano. Tieni però bene a mente che alcuni ostacoli possono richiedere anche 2 (o più) anni di impegno per essere poi superati con orgoglio.

Chiarito il fatto che i problemi ci sono, credo sia il momento di sederti e analizzare il modo in cui li affronti questi problemi. Vorrei ora condividere con te quello che faccio io… Per prima cosa, quando mi accorgo che c’è qualcosa che non va, qualche situazione che non mi torna o che mi rende insoddisfatto, rallento, mi siedo e mi ascolto.
Ascoltarmi mi aiuta a capire cosa non sta funzionando nella maniera ottimale e che effetti ha sul mio corpo e/o sulla mia mente.
Una volta chiariti questi passaggi, la soluzione appare evidente (magari ci potrebbe volere un po’ di allenamento). Poi magari non è una soluzione che si può raggiungere subito, né domani, né dopodomani, ma anche il solo aver chiarito il percorso, lo rende meno pesante o anche più leggero.

A volte può succedere di accorgersi di avere un problema, di aver chiaro gli effetti che questo produce, ma di non riuscire esattamente a cogliere quale sia la fonte primaria di questo disagio.
In questo caso consiglio di allontanarsi un pochino dalla questione e provare ad osservarla da un punto di vista differente. Provare ad analizzarla nella sua interezza, senza soffermarsi o incaponirsi su un dettaglio che apparentemente ci sembra la causa principale.
E’ che a volte pensiamo di cercare la soluzione, ma in realtà stiamo solo amoreggiando col problema. Può succedere di legarci così tanto ad una data faccenda da non renderci nemmeno conto che in realtà e proprio lei la causa della nostra sofferenza o del nostro insuccesso.

Molti di noi poi, proprio come Carletto, passano gran parte del loro prezioso tempo a lamentarsi di avere un problema senza fare nulla per cercare di risolverlo. Ma come abbiamo già visto il lamentarsi, oltre a non essere una buona strategia, porta solo a consumare energia che potrebbe invece essere adoperata per cose molto più divertenti e quindi anche produttive per il nostro benessere.

Altre volte pensiamo di avere un problema, ma invece stiamo solo ragionando nel modo sbagliato, vedendo la questione nel modo sbagliato o avendo pensieri negativi su noi stessi o sulle azioni che compiamo. Questa visione negativa, non farà altro che trasformarsi in un risultato negativo.
In questo caso basterà cambiare il proprio modo di pensare e i problemi si risolveranno da soli.
Il cambiare modo di pensare a volte è davvero indispensabile, perché è stato proprio il tuo modo di pensare che ti ha creato quel problema!

E poi ci sono sicuramente anche problemi che non hanno soluzione, che non possono essere risolti, ma che possono solo essere accettati per essere in un certo modo superati.

“Il problema non è che ci sono problemi.
Il problema è pretendere che non ci siano
e pensare che avere problemi sia un problema.”
(Theodore Rubin)

Fuori e dentro, il viaggio continua
namaste

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