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La relazione d’aiuto

Rogers nel 1951 ha definito la relazione d’aiuto come una relazione in cui almeno uno dei due protagonisti ha lo scopo di promuovere nell’altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato e integrato. L’altro può essere un individuo o un gruppo.
Per crescita sana si intende la capacità di risolvere adeguatamente i compiti relativi alle varie fasi del ciclo vitale, così da poter passare al ciclo successivo avendo superato egregiamente i compiti di cui sopra, altrimenti ci sarà una disarmonia che ritroveremo come problematica nei cicli successivi.

Per sviluppo si intende una buona autostima, senso di sicurezza e capacità di sviluppare appieno le proprie potenzialità.

Per maturità si intende la capacità di agire secondo il principio di realtà, integrando armoniosamente i vari aspetti dell’io. Capacità di agire adeguatamente nei contesti sociali, consapevolezza di sé, dell’altro e della diversità intesa come arricchimento della relazione, capacità di adattamento e di risoluzione creativa dei conflitti, buona capacità di relazione e di comunicazione.

Il terapeuta nella relazione d’aiuto deve essere autentico, libero da pregiudizi e giudizi personali, non deve valutare l’altro secondo i propri principi o valori, deve essere un catalizzatore per il cambiamento, attivare le risorse interne positive dell’altro, senza manovrarlo o esercitare alcun potere, deve accettare i propri limiti, avere rispetto per sé e per l’altro, valutare la giusta distanza terapeutica, rispettare i tempi del paziente ed essere empatico.

Una comunicazione consapevole è il corollario della relazione.

Il paziente si rivolge al terapeuta perché riconosce di avere un problema o di essere in un periodo di sofferenza, fa una richiesta di aiuto, fidandosi e affidandosi al terapeuta, che riconosce come esperto.

L’ascolto attento del terapeuta delle dinamiche del paziente, in un clima di accettazione e comprensione profonda, consente al paziente il lavoro su di sé.

Tratto dal libro “Kundalini Yoga e Psicoterapia, una via per la consapevolezza” di Adarsh Kaur- Rosa Arena, psicologa- psicoterapeuta sistemico relazionale, terapeuta familiare, insegnante di Kundalini Yoga.

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