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Le stelle non influenzano la vita degli uomini!

Per il grande pubblico e per i tanti detrattori dell’astrologia, alla base di questa disciplina ci sarebbe l’assunto che i pianeti influenzano i nostri comportamenti e che ciascuno di noi abbia un destino predeterminato, scritto nelle stelle.

Nulla è più falso e questa convinzione può essere considerata solo la conseguenza di una non conoscenza della materia.

In realtà, l’astrologia moderna rifugge dall’idea di un destino irrevocabile che non possiamo cambiare e si occupa,  proprio al contrario di quanto si pensa,  del potenziale dell’individuo e di come  favorire lo sviluppo armonico della persona, prendendo in considerazione a questo scopo, anche gli ostacoli che tendono a bloccare questo sviluppo.

Questo grande sapere   parte infatti  dall’idea che ognuno di noi può essere artefice del proprio destino e  ha la possibilità di lavorare su sé stesso e di favorire la propria crescita personale.

Il destino, in questa ottica, non ha nulla a che fare con il fato cieco ma viene inteso come un percorso di vita su cui noi abbiamo voce in capitolo.

Dovremmo essere tutti consapevoli di vivere in una società altamente omologante, ma è altamente illusorio, oltre che “ingiusto” voler essere o diventare come tutti “dovrebbero” essere.

Facendo proprio questo convincimento, l’astrologia aiuta ad individuare le attitudini naturali, adeguate alla propria essenza e offre indicazioni preziose su come andare nella direzione che permetta di diventare ciò che veramente si è.

Benché alcuni astrologi siano caduti nella trappola di “adattare” l’astrologia per ottenere un riconoscimento da parte della scienza ufficiale, è bene ricordare che l’astrologia è di fatto  una disciplina esoterica.

Sappiamo che il mito della scienza, come generatrice di verità oggettive, è decaduto anche tra gli stessi scienziati ma, ciononostante, credo sia molto rilevante sottolineare che il sapere astrologico non si annovera tra le  discipline scientifiche. Occupandosi dell’uomo nella sua interezza, si annovera  invece tra le  discipline umanistiche.

Per questo la sua  dimensione  non può essere  compresa tramite concetti puramente razionali e scientifici. L’astrologia si colloca oltre certe categorie ordinatrici, cui ci riferiamo normalmente,  permettendoci piuttosto di avvicinarci ad una realtà  che trascende la dimensione usuale dell’esistenza.

L’idea di fondo della moderna astrologia è che le leggi che la governano siano altre, rispetto a quelle cui facciamo normalmente riferimento: sopra e sotto,  cielo e terra non sono messi in relazione dalla legge causa-effetto ma dalla legge di analogia e rispecchiamento e dalla legge della sincronicità.

Dunque, non esistono rapporti causali tra le stelle e i diversi piani della realtà.

Piuttosto, l’astrologia è un sistema simbolico di rappresentazione della realtà, ogni istanza viene interpretata in chiave simbolica, ogni pianeta simboleggia un principio vitale che si manifesta, in modo diverso, nell’uomo, nell’animale, nelle piante, nei minerali…

In che modo dunque un corpo celeste, distante da noi anni luce, ci “influenza”??

Come ho cercato di spiegare, le costellazioni planetarie alla nascita che si vedono nel tema natale, non sono l’origine di determinati comportamenti, doti, caratteristiche, ecc. esse mostrano potenzialità.

E’ sicuramente vero che, secondo alcuni astrologi, i pianeti del sistema solare sviluppano, muovendosi, un certo magnetismo che influisce direttamente sulla nostra psiche e sui nostri comportamenti.

Poiché tutto fa parte di un grande flusso di energia, tutto si influenzerebbe   a vicenda e dunque anche  noi verremmo influenzati da qualsiasi cosa ci circondi, sia essa a noi vicina o distante.

Queste posizioni, indicano che sostanzialmente non si è ancora arrivati a una teoria definitivamente  condivisa sulle influenze celesti.

Ma, ciò che importa è che per quanto si possa ammettere che forse non abbiamo ancora capito fino in fondo come i pianeti funzionano,  questo non toglie nulla al fatto che sappiamo descrivere i loro effetti.

D’altra parte il  valore empirico di questa disciplina non può essere negato e chiunque lo può sperimentare in prima persona.

Gli antichi assegnarono ai pianeti i nomi delle divinità associando i tratti distintivi delle divinità olimpiche alle caratteristiche degli astri. Ad esempio  al pianeta che si muove più velocemente di tutti, venne  attribuito il nome del messaggero degli dèi:  Mercurio, il fanciullo dai veloci sandali alati. In seguito si assimilarono le costellazioni anche a personaggi della mitologia. La tradizione continua ad essere rispettata ancora oggi, basti pensare ad  Urano (scoperto nel 1781),  Nettuno (scoperto nel 1846) e Plutone (scoperto nel 1930).

Conseguentemente con quanto affermato fin qui, vorrei evidenziare che da un punto di vista astrologico l’avvistamento di un nuovo corpo celeste è sempre di grandissimo valore simbolico: significa che il genere umano si trova di fronte a nuove potenzialità per le quali è pronto. Come a dire che un nuovo corpo celeste viene scoperto quando da un punto di vista collettivo noi siamo pronti ad avere ad accogliere (ad introiettare) il principio da esso simboleggiato.

In astrologia sono considerati pianeti Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone.

I pianeti si distinguono in Luminari: Sole, Luna; Personali: Mercurio, Venere, Marte (pianeti veloci); Sociali: Giove, Saturno (pianeti semi-lenti); Transpersonali:  Urano, Nettuno, Plutone (pianeti lenti).

A seconda della teoria di riferimento, nella lettura dell’oroscopo individuale, possono venire presi in considerazione, oltre ai pianeti, altri corpi celesti (ad esempio Chirone, catalogato tra i centauri, scoperto nel 1977), punti “fittizi” (come i Nodi Lunari e la Luna nera) ecc…

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